VOLONTARIATO, COMPETENZE E PARTECIPAZIONE
Non è necessario disporre di intere giornate per contribuire alla vita di un’associazione. Una capacità professionale, una relazione, uno spazio, un’esperienza o una buona idea possono diventare risorse preziose per la comunità.
Il volontariato continua a fondarsi sulla libera scelta, sulla gratuità e sulla disponibilità verso il bene comune.
Ciò che sta cambiando sono le forme della partecipazione: accanto all’impegno continuativo crescono contributi basati sulle competenze, collaborazioni legate a singoli progetti, attività digitali e disponibilità circoscritte nel tempo.
La sfida per le associazioni consiste nel riconoscere queste nuove disponibilità e trasformarle in ruoli chiari, utili e rispettosi delle persone.
Il volontariato non è soltanto una questione di tempo
Per molto tempo il volontariato è stato associato soprattutto alla disponibilità continuativa: alcune ore ogni settimana, una presenza regolare nella sede di un’associazione o la partecipazione costante alle sue attività.
Questa forma di impegno rimane fondamentale. Senza persone presenti con continuità, molte organizzazioni non potrebbero assicurare servizi, custodire relazioni e portare avanti progetti complessi.
Tuttavia, la società e le abitudini delle persone stanno cambiando. Impegni lavorativi, responsabilità familiari, mobilità e ritmi di vita rendono più difficile garantire una disponibilità fissa e prolungata.
Questo non significa necessariamente che sia diminuito il desiderio di partecipare. Spesso è cambiato il modo in cui le persone possono farlo.
Una persona può non avere molto tempo libero, ma possedere una competenza, una passione, una relazione o un’idea capace di cambiare concretamente il percorso di un progetto.
Che cosa intendiamo per nuovo volontariato
Parlare di nuovo volontariato non significa contrapporre due modelli né considerare superate le forme tradizionali di partecipazione.
Significa riconoscere che oggi il contributo alla comunità può assumere forme differenti, adattandosi alle disponibilità, alle competenze e alle aspirazioni delle persone.
Volontariato continuativo
Una presenza regolare e stabile, indispensabile per garantire continuità alle attività e alle relazioni associative.
Volontariato per progetto
Un impegno concentrato sulla preparazione e sulla realizzazione di una specifica iniziativa.
Volontariato di competenza
La disponibilità gratuita di conoscenze professionali, tecniche, artistiche, organizzative o comunicative.
Volontariato occasionale
La partecipazione a una singola attività, a un evento o a una necessità concreta e circoscritta.
Volontariato digitale
Attività svolte anche a distanza attraverso comunicazione, progettazione, formazione e strumenti online.
Volontariato di rete
Il contributo di chi mette in connessione associazioni, istituzioni, professionisti, imprese e comunità.
Queste forme possono convivere all’interno della stessa organizzazione. Una persona può offrire una presenza continuativa, un’altra una competenza specifica e un’altra ancora un supporto limitato alla realizzazione di un singolo evento.
La natura gratuita e solidale dell’impegno
Il cambiamento delle forme di partecipazione non modifica la natura del volontariato.
Il Codice del Terzo Settore definisce volontario chi, per libera scelta, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità in favore della comunità e del bene comune, svolgendo l’attività in modo personale, spontaneo e gratuito.
La competenza professionale può quindi essere messa a disposizione gratuitamente, ma il volontariato non deve diventare uno strumento per nascondere rapporti di lavoro o sostituire stabilmente prestazioni che richiederebbero un incarico professionale.
Tempo e capacità al servizio del bene comune
La gratuità non riduce il valore dell’attività svolta. Al contrario, richiede all’associazione di riconoscere la dignità del contributo, tutelare il volontario e organizzare correttamente la sua partecipazione.
Chi è il volontario secondo il Ministero del LavoroGratuito non significa privo di valore. Significa che il contributo viene liberamente offerto senza un corrispettivo economico, per una finalità solidaristica e di utilità sociale.
Le competenze come forma di partecipazione
Ogni persona porta con sé un patrimonio di capacità maturate attraverso il lavoro, lo studio, le passioni, le esperienze personali e la vita quotidiana.
Un’associazione può aver bisogno non soltanto di persone disponibili a essere presenti, ma anche di competenze precise per affrontare problemi concreti.
Comunicazione
Scrittura di articoli, gestione dei social, fotografia, video, grafica, rapporti con la stampa e promozione delle iniziative.
Organizzazione
Pianificazione degli eventi, gestione degli spazi, accoglienza, logistica, calendari e coordinamento delle attività.
Progettazione
Analisi dei bisogni, definizione degli obiettivi, costruzione dei partenariati e preparazione delle proposte progettuali.
Competenze digitali
Gestione di siti, moduli online, archivi, piattaforme collaborative, strumenti di intelligenza artificiale e sicurezza informatica.
Competenze artistiche
Musica, teatro, cinema, arti visive, scrittura, narrazione e sviluppo di contenuti culturali.
Competenze relazionali
Ascolto, mediazione, accoglienza, facilitazione dei gruppi e costruzione dei rapporti con persone e comunità.
Competenze amministrative
Supporto nella gestione documentale, nella preparazione delle riunioni, nella rendicontazione e negli adempimenti associativi.
Conoscenza del territorio
Individuazione di luoghi, risorse, bisogni, associazioni, istituzioni e opportunità presenti nella comunità.
Il vero compito dell’associazione non è soltanto raccogliere disponibilità, ma capire come utilizzarle in modo coerente, senza sprecare capacità e senza affidare alle persone compiti indefiniti.
Anche le relazioni sono una risorsa
Non tutte le persone possiedono una competenza tecnica immediatamente riconoscibile. Alcune hanno però costruito nel tempo rapporti di fiducia con istituzioni, professionisti, imprese, scuole, associazioni o comunità locali.
Queste relazioni possono facilitare incontri, collaborazioni, concessioni di spazi, opportunità formative e accesso a risorse utili.
Aprire un dialogo
Mettere l’associazione in contatto con un ente o con una realtà interessata a collaborare.
Individuare uno spazio
Favorire l’incontro con chi può ospitare un’attività, un laboratorio o un evento.
Coinvolgere competenze
Presentare professionisti, artisti o tecnici disponibili a contribuire a un progetto.
Far circolare un’iniziativa
Aiutare l’associazione a raggiungere nuovi pubblici, gruppi e comunità.
Una relazione deve essere utilizzata con correttezza, trasparenza e rispetto delle parti coinvolte. Non è una scorciatoia, ma un ponte che può avvicinare realtà dotate di interessi e finalità compatibili.
Le idee possono diventare volontariato
Una persona può contribuire anche proponendo una soluzione, un’attività o un nuovo modo di affrontare un problema.
Le associazioni, tuttavia, ricevono spesso idee che rimangono informali perché mancano un metodo di valutazione, persone disponibili e strumenti per trasformarle in progetti.
Per evitare che le proposte si disperdano, è utile costruire un percorso chiaro.
Ascoltare
Comprendere la proposta, il bisogno al quale risponde e il contributo che la persona intende offrire.
Valutare
Verificare la coerenza con lo statuto, le finalità e le risorse dell’associazione.
Sviluppare
Definire obiettivi, destinatari, attività, tempi e competenze necessarie.
Connettere
Coinvolgere persone e organizzazioni capaci di completare la proposta.
Realizzare
Trasformare l’idea in un’iniziativa sostenibile, organizzata e condivisa.
Proporre un’idea è già una forma di partecipazione. Assumersene una parte di responsabilità significa trasformarla in un contributo concreto.
Dal “servono volontari” a una proposta precisa
Molte associazioni comunicano il bisogno di nuove persone attraverso un generico invito: “cerchiamo volontari”.
Un messaggio così ampio può non essere sufficiente. Chi lo legge non comprende quale attività dovrebbe svolgere, quanto tempo sarebbe necessario e quale contributo potrebbe realmente offrire.
È più efficace descrivere con chiarezza le opportunità disponibili.
Attività
Che cosa dovrà fare concretamente la persona?
Obiettivo
A quale risultato o progetto contribuirà?
Disponibilità
È richiesto un impegno continuativo, occasionale o legato a una scadenza?
Competenze
Sono necessarie capacità già acquisite oppure è prevista una formazione?
Referente
Chi accompagnerà la persona e risponderà alle sue domande?
Riconoscimento
Come sarà valorizzato e documentato il contributo offerto?
Le persone partecipano più facilmente quando comprendono il significato del proprio ruolo, il tempo richiesto e il risultato al quale contribuiranno.
Riconoscere le competenze maturate nel volontariato
Il volontariato non mette soltanto a disposizione competenze già possedute. Può anche generarne di nuove.
Organizzare un evento, coordinare un gruppo, gestire una comunicazione, accogliere persone fragili o collaborare alla realizzazione di un progetto permette di sviluppare capacità personali, civiche, organizzative e professionali.
Nel 2025 è stato definito a livello nazionale un quadro per il riconoscimento, anche in ambito scolastico e lavorativo, delle competenze acquisite attraverso attività e percorsi di volontariato.
Un’esperienza che può essere riconosciuta
Valorizzare le competenze non significa trasformare il volontariato in una prestazione finalizzata esclusivamente al curriculum.
Significa riconoscere che l’impegno solidale può produrre apprendimento, responsabilità, autonomia, capacità relazionali e cittadinanza attiva.
Il riconoscimento delle competenze dei volontariPerché questo riconoscimento sia credibile, le associazioni devono imparare a descrivere le attività, documentare i percorsi e osservare le capacità effettivamente esercitate.
Il volontariato digitale
Una parte delle attività associative può oggi essere svolta anche a distanza.
Questo permette di coinvolgere persone che, per ragioni geografiche, lavorative, familiari o personali, non potrebbero garantire una presenza fisica continuativa.
Contenuti e comunicazione
Redazione di articoli, gestione delle newsletter, preparazione di materiali e aggiornamento dei canali digitali.
Ricerca
Individuazione di bandi, fonti, opportunità, dati e informazioni utili ai progetti.
Formazione online
Preparazione di incontri, tutorial, guide e momenti di accompagnamento a distanza.
Archivi e documenti
Organizzazione di materiali, fotografie, procedure e documentazione associativa.
Supporto ai progetti
Collaborazione alla scrittura, alla pianificazione e al monitoraggio delle attività.
Innovazione
Sperimentazione di strumenti digitali capaci di semplificare i processi e ampliare la partecipazione.
Competenze digitali al servizio delle associazioni
Il progetto MaxInGeneration approfondisce l’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali anche nel Terzo Settore.
Queste tecnologie possono sostenere il lavoro volontario nella comunicazione, nella formazione, nella ricerca e nella progettazione, purché siano utilizzate con controllo umano, tutela dei dati e verifica delle informazioni.
Scopri il progetto MaxInGenerationIl volontariato digitale non deve sostituire le relazioni dirette, ma può integrare le attività in presenza e rendere possibile il contributo di persone altrimenti escluse.
Le responsabilità dell’associazione
Accogliere volontari non significa semplicemente assegnare loro un compito.
L’associazione ha il dovere di organizzare correttamente l’attività, garantire le tutele previste, fornire indicazioni chiare e creare un ambiente rispettoso.
Accoglienza
Presentare l’associazione, la missione, le regole e il significato delle attività.
Registro e assicurazione
Gestire correttamente gli adempimenti previsti per i volontari non occasionali e le coperture assicurative.
Ruoli chiari
Evitare richieste generiche, sovrapposizioni e responsabilità non definite.
Formazione
Fornire le conoscenze necessarie per svolgere l’attività in modo corretto e sicuro.
Coordinamento
Garantire un referente capace di accompagnare, ascoltare e risolvere le difficoltà.
Rispetto
Non utilizzare la disponibilità gratuita come se fosse una risorsa illimitata o priva di esigenze personali.
Il volontario offre liberamente il proprio contributo. L’associazione deve meritare quella disponibilità attraverso serietà, organizzazione, tutela e rispetto.
CERISO: trasformare capacità e idee in funzioni concrete
La nuova fase di CERISO nasce anche dalla volontà di superare una concezione puramente formale della partecipazione associativa.
Essere soci o volontari non dovrebbe significare soltanto comparire in un elenco o prendere parte occasionalmente a una riunione.
CERISO intende valorizzare le attitudini, le passioni, le esperienze e le professioni delle persone, collegandole a funzioni operative e progetti specifici.
Partecipare mettendo a disposizione ciò che si sa fare
Una persona può contribuire alla progettazione, alla cultura, alla comunicazione, alla tecnologia, all’organizzazione degli eventi, alla costruzione delle reti o alla conoscenza del territorio.
Non è necessario che tutti svolgano le stesse attività. È più utile individuare ruoli coerenti con le capacità e con la reale disponibilità di ciascuno.
Partecipa a CERISOProporre un progetto
Presentare un’idea e contribuire al suo sviluppo operativo.
Mettere a disposizione una competenza
Offrire un supporto tecnico, professionale, artistico o organizzativo.
Collaborare a un evento
Partecipare alla comunicazione, alla logistica, all’accoglienza o alla realizzazione.
Segnalare una risorsa
Indicare un luogo, una competenza, un’opportunità o una possibile collaborazione.
Condividere una relazione
Facilitare il dialogo con associazioni, enti, professionisti e comunità.
Offrire disponibilità concreta
Scegliere un’attività compatibile con il proprio tempo e assumere un impegno definito.
Il valore della rete associativa di ANAS Puglia
Una singola associazione può disporre soltanto di una parte delle competenze necessarie per sviluppare un progetto complesso.
La partecipazione a una rete permette di incontrare persone e organizzazioni con esperienze complementari, condividere opportunità e costruire collaborazioni tra territori differenti.
CERISO fa parte della rete associativa di ANAS Puglia, nella quale operano realtà impegnate in ambiti culturali, sociali, sanitari, educativi, artistici, ambientali e territoriali.
Competenze diverse per progetti condivisi
La rete associativa può facilitare l’incontro tra chi possiede un’idea, chi conosce un territorio, chi dispone di una competenza professionale e chi può contribuire alla realizzazione operativa.
Il volontariato di rete non annulla l’identità delle singole associazioni, ma amplia la loro capacità di intervento.
CERISO nella rete ANAS PugliaAttraverso la rete, anche una disponibilità limitata può trovare una collocazione più efficace, perché viene inserita in un sistema più ampio di competenze e attività.
Per conoscere iniziative, approfondimenti e attività della rete è possibile consultare il sito ANAS Puglia .
Come costruire un volontariato più aperto
Per attrarre e trattenere nuove disponibilità, le associazioni devono ripensare alcuni aspetti della propria organizzazione.
Mappare i bisogni
Individuare attività, problemi e competenze realmente necessarie.
Descrivere le opportunità
Presentare ruoli precisi, tempi richiesti e risultati attesi.
Ascoltare le persone
Comprendere motivazioni, competenze, aspettative e disponibilità effettive.
Creare ruoli flessibili
Affiancare all’impegno continuativo anche attività per progetto, occasionali e digitali.
Accompagnare
Garantire accoglienza, formazione, referenti e momenti di confronto.
Riconoscere il contributo
Documentare le attività, valorizzare le competenze e condividere i risultati raggiunti.
Un impegno che genera capitale umano e sociale
Nel 2023 circa 4,7 milioni di persone in Italia hanno svolto attività di volontariato organizzato, aiuti diretti oppure entrambe le forme.
Dietro questo dato non esiste un unico profilo di volontario. Esistono persone con età, motivazioni, disponibilità e competenze differenti.
Le ricerche più recenti mostrano inoltre una crescente attenzione verso il riconoscimento delle capacità sviluppate nel volontariato e verso la costruzione di ruoli più coerenti con aspirazioni e talenti individuali.
Partecipazione, competenze e relazioni
Il volontariato produce benefici per le comunità, ma può contribuire anche alla crescita personale, all’ampliamento delle relazioni sociali e allo sviluppo della cittadinanza attiva.
Consulta i dati Istat sul volontariatoRiconoscere questa pluralità non significa trasformare il volontariato in un’attività individualistica. Significa creare le condizioni affinché motivazioni personali e finalità collettive possano incontrarsi.
Non soltanto “dare una mano”
L’espressione “dare una mano” racconta bene la disponibilità e la generosità che animano il volontariato.
Può però essere riduttiva quando non permette di comprendere il valore delle responsabilità assunte, delle competenze esercitate e dei risultati prodotti.
Un volontario non è una persona da utilizzare quando manca qualcuno. È una componente della vita associativa che deve essere informata, coinvolta e rispettata.
Il nuovo volontariato non chiede alle persone di adattarsi indistintamente a ogni necessità dell’associazione. Cerca invece di costruire l’incontro più efficace tra bisogni della comunità, capacità individuali e disponibilità reale.
Quando questo incontro avviene, una competenza diventa servizio, una relazione diventa collaborazione e un’idea può trasformarsi in progetto.
Scheda riepilogativa
| Tema | Nuove forme di volontariato basate su competenze, relazioni, idee e disponibilità flessibili |
|---|---|
| Principio fondamentale | Attività personale, spontanea, gratuita e orientata al bene comune |
| Forme di partecipazione | Continuativa, occasionale, per progetto, di competenza, digitale e di rete |
| Risorse offerte | Tempo, capacità professionali, passioni, esperienze, relazioni, spazi, strumenti e idee |
| Competenze richieste | Comunicazione, progettazione, organizzazione, tecnologia, cultura, amministrazione e relazioni |
| Volontariato digitale | Attività svolte anche a distanza attraverso strumenti online e piattaforme collaborative |
| Responsabilità dell’ente | Accoglienza, formazione, coordinamento, assicurazione, tutela e chiarezza dei ruoli |
| Riconoscimento delle competenze | Possibilità di individuare, validare e valorizzare le capacità maturate nei percorsi di volontariato |
| Modello CERISO | Attribuire funzioni e attività coerenti con attitudini, competenze e disponibilità delle persone |
| Partecipazione a CERISO | Proposte, competenze, collaborazione agli eventi, relazioni e disponibilità operative attraverso la pagina Partecipa |
| Rete associativa | CERISO fa parte della rete associativa di ANAS Puglia |
| Innovazione digitale | Approfondita attraverso il progetto MaxInGeneration |
| Obiettivo | Trasformare capacità, relazioni e idee in contributi concreti per associazioni e comunità |
